Canzoni tristi? Secondo Ford ascoltarle in auto sarebbe la chiave per spostamenti felici

giugno 28, 2017

Uno studio condotto da Ford con la collaborazione di Spotify e l’Università di New York mostra che gli effetti positivi sul tono dell’umore sarebbero riscontrabili anche fino a 2 ore dall’ascolto.

Ecco ciò che emerge da un nuovo studio sul ‘potere emotivo delle playlist in auto’ condotto da Ford, in collaborazione con Spotify e l’Università di New York. Troverebbero sicuramente un posticino in questa playlist anche Summertime Sadness di Lana Del Ray e Shake It Out di Florence and the Machine.

Dallo studio, inoltre, emerge che sarebbe il mood blue abbinato a melodie adatte all’esperienza di guida – denominatore comune di tutte queste canzoni – a portare le persone a preferirle, come colonna sonora, durante i momenti trascorsi al volante, nei loro spostamenti quotidiani.

 Gli studiosi hanno individuato due caratteristiche chiave nella musica che, assieme, influiscono nel modificare lo stato d’animo. Il dinamismo ‘muove’ la canzone, mentre il ritmo, il tempo, e la chimica intrinseca ne delineano la profondità, le emozioni che ne scaturiscono e gli aspetti più legati alle sensazioni. Insieme, questi elementi possono essere un ‘balsamo per l’anima’ e riuscire nell’impresa di risollevare anche la guida più noiosa. Nel condurre la ricerca, ai conducenti Italiani, francesi, inglesi e tedeschi che hanno partecipato allo studio, è stato richiesto di ascoltare playlist con diverse combinazioni di dinamismo e chimica intrinseca. Gli stati d’animo dei conducenti sono stati poi rilevati attraverso una serie di questionari sottoposti loro subito prima, immediatamente dopo e durante gli spostamenti in auto del mattino.

Le tracce con un ritmo più adatto alla guida hanno sortito gli effetti migliori, ma quelle più blue o in chiave minore, con una chimica intrinseca meno intensa, sono state altrettanto apprezzate quanto quelle dai toni più allegri, ovvero con una chimica intrinseca più forte.

“A ridosso del test, i pezzi con un elevato livello di dinamismo hanno protratto i loro effetti anche nel giorno successivo”, ha spiegato Amy Belfi, Neuroscienziato Cognitivo presso l’Università di New York, che si occupa di studiare gli effetti della musica sull’apparato cerebrale. “Quello che è stato particolarmente interessante in questo esperimento è la constatazione che non sono soltanto le canzoni più allegre ad avere un effetto positivo sull’umore dei guidatori, ma ugualmente possono averlo anche i brani dai testi e melodie più malinconiche. Infatti, le canzoni blue sono in grado di aiutarci a vivere meglio il rapporto con noi stessi. Ci possono ricordare, ad esempio, le difficili esperienze che abbiamo superato e dalle quali abbiamo tratto degli insegnamenti importanti per la nostra vita”.